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presentazione del libro "ACCABADORA" di MICHELA MURGIA

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Dom, 31/01/2010 - 18:30
presentazione del libro "ACCABADORA" di MICHELA MURGIA

domenica 31 gennaio 2010 – ORE 18,30

Il portale ANTHAS, il circolo KINTALES e l’Associazione Culturale Musica San Filippo

VI INVITANO A PARTICIPARE:

incontro con MICHELA MURGIA

presentazione del libro “ACCABADORA”

Presso il circolo LAPSUS in Via Principe Amedeo, 8° - TORINO

Introduzione a cura di: HAMID ZIARATI

 

In sardo, «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità, il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. Narrando la storia di Tzia Bonaria, la vecchia sarta che conosce sortilegi e fatture e sa dare una morte pietosa, e Maria, la bambina che Tzia Bonaria ha preso con sé per crescerla come una figlia, una fill’e anima, Michela Murgia affronta un tema complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta la Sardegna degli anni Cinquanta, un mondo antico sull’orlo del precipizio con le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi.

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn “Il mondo deve sapere”, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 “Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede” e due interventi nelle antologie “Questo terribile intricato mondo” e “Lavoro da morire”. Per Laterza ha pubblicato un racconto nell’antologia “Sono come tu mi vuoi” e per Fandango nell’antologia “Contos”, in accompagnamento al docufilm “Passaggi di tempo” di Gianfranco Cabiddu.

Presentazione video di Michela Murgia

 

 

Hamid Ziarati è uno scrittore iraniano.

Hamid Ziarati è nato a Teheran nel 1966. Per motivi di salute, nel 1981 si trasferì in Italia, dove vivevano il fratello e la sorella, entrambi medici. Quando partì per l’Italia aveva 15 anni, età che lo rendeva appetibile come soldato in Iran, e gli fu possibile lasciare la sua terra solo a condizione di non portare denaro con sé. In Italia frequentò prima il liceo e poi l’università al Politecnico di Torino, dove conseguì la laurea in ingegneria. Ora ha una famiglia, che definisce metà italiana e metà iraniana. Alla nascita del primo figlio sentì la necessità di scrivere un libro che parlasse del ricordo e dell’appartenenza alla sua terra. Così nacque “Salam, Maman.”, che vede come protagonista Alì, un bambino che attraverso i suoi occhi racconta gli avvenimenti drammatici dell’Iran degli anni ’70 e della rivolta khomeinista, intrecciati alla sua quotidianità.

Lapsus Torino - Via Principe Amedeo, 8/a - 10123 Torino - Tel 011.76.40.129 - info@lapsustorino.it

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