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Trattorini tagliaerba usati veneto

Trattorini tagliaerba usati venetoDi recente ho acquistato una casa di campagna (in cui trascorrere le vacanze estive) ed è una casa bellissima, che sembra quasi una villa se non fosse che la casa è un semplice casolare, e questa casa ha anche un giardino… per cui all’improvviso ho dovuto informarmi sui migliori trattorini tagliaerba usati veneto per acquistarne uno con cui rasare il mio primo e nuovo giardino. Sì, perché il casolare risiede in una zona nei pressi di Verona. Ed è stato un mio amico a suggerirmi di preferire un trattorino ad tagliaerba tradizionale.

Faccio le mie ricerche e capito su questo sito molto interessante e ben fatto sull’argomento, che vi invito caldamente a spulciare per la straordinaria completezza delle informazioni e del catalogo dei prodotti offerti sui trattorini tagliaerba usati veneto: www.tagliaerbaelettrico.it/trattorino-tagliaerba/.

Grazie al sito sopra citato scopro molte informazioni interessantisui Trattorini tagliaerba usati veneto. Scopro che i trattorini tagliaerba usati veneto sono prodotti estremamente confortevoli e comodi, rappresentano la classe elitaria dei tagliaerba, sono particolarmente utili per grandi prati, e permettono di risparmiare tantissimo in termi di sforzo fisico.

Scopro anche, però, che sono estremamente costosi e quindi non facilmente accessibili e mi faccio, di conseguenza, alcune domande: Ha veramente senso acquistare un prodotto usato, che non so in che condizioni mi arriva, quanto tempo gli è rimasto da vivere prima di rompersi, magari realizzato 5-6 anni fa e quindi non comparabile con le tecnologie all’avanguardia dei modelli più recenti attualmente in commercio, e soprattutto ricevere un prodotto di cui è impossibile valutare il reale rapporto tra qualità e prezzo? Ha senso spendere, diciamo, 1000€ per un usato quando magari aggiungendo 600€ mi posso ritrovare con un modello più nuovo e con tecnologie più all’avanguardia, con materiali più duraturi che potrebbero farmi risparmiare nel consumo della benzina, e che magari possiedono una rasatura più efficiente rispetto ai vecchi modelli?

Il mio acquisto, quindi, non riguarda i trattorini tagliaerba usati veneto

Trattorini tagliaerba usati veneto - LAWN-KING SG60RDEEsatto. La mia risposta è stata di no ai Trattorini tagliaerba usati veneto. È stata una risposta difficile perché si parla davvero di tanti soldi, non è stato per nulla facile fare un sacrificio simile. Ma quando si acquista una cosa penso sia sempre meglio acquistarla al meglio delle sue condizioni, in modo da avere un prodotto duraturo. Cosa sarebbe successo se io avessi speso 1000€ per dei trattorini tagliaerba usati veneto e, dopo un anno, si sarebbero rotti? Avrei dovuto spenere nuovamente altri 1000€? Sarebbe stato un suicidio economico bello e buono. Per risparmiare nel breve periodo avrei speso di più nel lungo periodo. Invece, con un modello nuovo, ho la garanzia certificata che il prodotto funzionerà per almeno tre anni.

Il mio acquisto è stato quindi un Lawn-King SG60RDE nuovo di zecca, ordinato tramite il sito che vi ho citato ad inizio articolo e il prodotto l’ho ricevuto correttamente entro pochissimi giorni dall’ordine. Ho fatto un sacrificio, poiché costa sui 1600€, ma l’ho testato oggi (da qui il bisogno che ho provato di parlarne con qualcuno) e vi posso assicurare che vale tutti i soldi, è una bomba, mi sembra di vivere un sogno. Non so come sia rasare l’erba utilizzato un tagliaerba normale, non ho abbastanza esperienza in questo campo. Ma vi assicuro che l’esperienza che sto provando con questo trattorino è decisamente sorprendente. Ve lo consiglio caldamente!

“Questi sì che son problemoni…”

“Questi sì che son problemoni…” è un commento, lasciato da uno dei miei amici, sul mio profilo di facebook. L’ho rimosso ieri mattina perché non avevo nessuna intenzione di far partire una polemica. Mentre cliccavo su “elimina” una vocina diceva “stai censurando qualcuno”. Ho ucciso la vocina, avevo troppa ragione.
Per chi ancora non ha capito di cosa sto parlando, si tratta di un cartello affisso da un comune, chiaramente erotico.

manifesto erotico

Il mio racconto comincia un po’ prima. Qualche giorno fa, in gita a San Miniato Basso vedo il manifesto incriminato ed esclamo: “C’era bisogno di una con le mani nel pacco?”. Poi vado a prendere l’aperitivo.
Ieri vedo che Invertising posta questo articolo linkato sopra sulla sua pagina Facebook, e condivido.
Mi sento sollevato dal post di Invertising, perché è riuscita a ritirare fuori una cosa che avevo pensato e immediatamente rimosso, stufo di fare questione su tutto e sempre.
Arrivano due commenti sul mio profilo: uno è di un fotografo che informa dove ne ha visto un altro (sempre a San Miniato Basso), ed uno recita: “Beh… Questi sì che son problemoni”.
Ecco, vorrei prendermi un centinaio di righe per rispondere a questo commento al di fuori di facebook, cercando di andare oltre alle cose so tiny & so smart che vanno tanto di moda in questi anni di microtutto.
1) Su facebook la buona educazione dovrebbe frenare i polemichini che non sono d’accordo con una affermazione che leggono sul profilo altrui. Prima di tutto perché si dà un’immagine di se stessi antipatica e spiacevole, secondo perché la logica è quella degli “amici” e non dei “rompiscatole”.
2) Se al punto 1) avete pensato “ma la vita è fatta anche di battibecchi, non bisogna frenare la discussione”, vi ricordo che fuori da facebook c’è ancora una vita, nonostante a volte questo concetto ci sfugga.
3) Entriamo nel merito. Mi rifiuto di parlare dell’argomento “Donne e Pubblicità” con qualcuno che non ha ancora visto il documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo.
4) Bisognerebbe stare attenti a non confondere il bigottismo ipocrita che non vuole nudi, baci, carezze, effusioni, parole che ricordano le feci e gli organi genitali eccetera, con l’esigenza di una donna di essere rispettata.
5) E’ vero. Affrontare un tema per volta disperde le energie. Così quando si parla di ecologia si dovrebbe parlare anche di industria, quando si parla di cultura si dovrebbe parlare anche di finanza, e servirebbe un filo conduttore di tutti questi argomenti, in grado di non far partire la “battaglia delle urgenze” (riconducibile alla voce “la fame nel mondo è peggio”). Un’idea di dove sia stato nascosto quel filo ce l’ho, ma non è questa la sede per parlarne. Però se qualcuno solleva una questione, grande o piccola che sia, non è necessario dire qualcosa, magari a caso, solo per il gusto di sentir battere le dita sulla tastiera. Anzi, oltre che non necessario è proprio sciocco.
6) A questo proposito si leggano anche “La depilazione” su “Il vernacoliere” di questo mese e questo articolo su l’Unità. Nella versione cartacea c’erano più esempi, così imparate a non comprare mai un giornale!